Quando la genitorialità non va secondo le aspettative
Maria Valentini
1/4/2026


Quando la genitorialità non è come te lo aspetti...
La genitorialità viene spesso raccontata come un percorso naturale, lineare, fatto di attese felici e traguardi condivisi.
Nella realtà, per molte persone, l’esperienza di diventare genitori prende direzioni diverse da quelle immaginate, mettendo in crisi aspettative profonde, identità e progetti di vita.
Quando la genitorialità non rispetta le aspettative, può emergere un vissuto di perdita che raramente viene riconosciuto e legittimato.
Le aspettative sulla genitorialità
Prima ancora del concepimento, la genitorialità viene investita di significati e idee future: immagini di sé come madre o padre, fantasie sul bambino, idee su come “dovrebbero” andare la gravidanza e il parto.
Queste aspettative rappresentano una parte dell’identità e del progetto di vita di ognuno, sia come singolo che come coppia.
Quando la realtà si discosta bruscamente da ciò che era stato immaginato, la persona può trovarsi ad affrontare una vera e propria frattura emotiva, oltre a dover trovare un nuovo equilibrio all'interno della famiglia.
Aborto spontaneo o terapeutico: tra dolore e silenzio
Molte persone non lo sanno, ma gli aborti spontanei sono piuttosto frequenti nei primi mesi di gravidanza, circa 1 donna su 4 ne fa esperienza. In altri casi, ci possono essere delle patologie o delle malformazioni per cui può essere necessaria e consigliata l'interruzione della gravidanza. L’esperienza dell’aborto, spontaneo o terapeutico, può generare vissuti ambivalenti: dolore, senso di colpa, rabbia, sollievo, tristezza.
Anche quando la decisione è stata necessaria o consapevole, la perdita può lasciare tracce emotive importanti.
Questa esperienza è un vero e proprio lutto, ma resta spesso invisibile e difficile da attraversare, proprio per l’assenza di rituali, di spazi di parola e di riconoscimento esterno. Il dolore dei genitori e della famiglia resta silenzioso, ma non per questo meno intenso.
Il lutto perinatale: una perdita spesso invisibile
Il lutto perinatale comprende la perdita del bambino durante la gravidanza o poco dopo la nascita.
È un dolore profondo, innaturale, che riguarda non solo il bambino reale, ma anche il futuro immaginato con lui.
Spesso si tratta di un lutto non riconosciuto socialmente: le frasi minimizzanti (“meglio adesso che dopo”, “potrai riprovarci”) rischiano di isolare ulteriormente chi soffre e non dare il giusto spazio alla sofferenza.
La psicologia perinatale riconosce il lutto in questa fase precoce di vita come un’esperienza complessa, che necessita tempo, ascolto e possibilità di elaborazione.
La nascita prematura: quando l’inizio è una corsa contro il tempo
La prematurità interrompe bruscamente l’immagine di una nascita “come previsto”.
I genitori si trovano catapultati in un contesto medico, spesso dominato dall’urgenza e dall’incertezza, che può ostacolare la costruzione iniziale del legame.
Paura, senso di impotenza e perdita di controllo possono convivere con l’amore e la speranza. Anche in questo caso, si parla di un lutto: quello per la nascita immaginata e per la genitorialità attesa, oltre alla necessità di affrontare l'attesa, il lungo tempo in ospedale, le procedure mediche. E anche quando l'attesa finisce ed è il momento di tornare a casa, spesso i genitori possono sentirsi abbandonati a gestire tutto da soli, nel timore che il bambino possa stare male di nuovo e nell'incertezza di non sapere come farlo stare meglio.
Anche in questo caso, è fondamentale poter ricevere un supporto pratico ed emotivo, per riuscire ad affrontare il vissuto psicologico in modo più sereno e informato e soprattutto per non sentirsi soli nella difficoltà.
Il lutto delle aspettative
Ciò che accomuna tutte queste esperienze (e altre che non sono state nominate qui) è il lutto per ciò che non è stato: la genitorialità immaginata, il corpo che si pensava affidabile, il futuro che sembrava certo, la sequenza di eventi chiara e prevedibile.
È molto importante poter dare spazio e ascolto a questi vissuti, con i propri tempi e le proprie modalità, sapendo che ci sono figure professionali pronte ad accogliere le emozioni, i pensieri, le difficoltà senza giudizio e con comprensione.
Elaborare questo lutto non significa “dimenticare” o “andare avanti”, ma integrare l’esperienza nella propria storia, cercando di accettarla e trovando nuovi significati e possibilità.


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